VENE VARICOSE

Le piccole dilatazioni venose (varicosità, teleangiectsie o capillari) degli arti inferiori rappresentano uno dei problemi estetici più importanti, poiché prediligono il sesso femminile ed affliggono più della metà delle donne europee. Inoltre possono provocare sensazioni fastidiose, quali bruciore, dolore puntorio, pesantezza, che si accentuano in ortostatismo e nella fase premestruale in una discreta percentuale di casi. La localizzazione preferenziale è rappresentata dal viso e dagli arti inferiori; in genere negli arti inferiori corrispondono al territorio di drenaggio di un tronco varicoso, ma possono anche presentarsi isolatamente e non essere la manifestazione di una insufficienza venosa. Presentano un colore che va dal rosso, per le più fini, al blu e hanno un aspetto vario: filiforme, a pino marittimo, a ragno.

La terapia dei capillari degli arti inferiori presenta ancora oggi notevoli difficoltà per l’incostanza dei risultati e l’incidenza di complicazioni, quali la pigmentazione cutanea (colore brunastro della pelle che residua dopo la terapia). Un’altra complicazione possibile è l’allergia alla sostanza sclerosante, peraltro molto rara, e la comparsa di piccole ulcerazioni cutanee nella zona dell’iniezione (rarissime!). La scleroterapia è, ad oggi, il metodo più sicuro e meno costoso, anche se, in casi particolari, possono essere utilizzate tecniche alternative, ma non sostitutive, quali i sistemi lasers o la diatermocoagulazione programmata.

La terapia sclerosante, spesso praticata con troppa leggerezza e superficialità, deve essere invece eseguita dopo un esame clinico e ecocolordoppler accurato, anche nei pazienti che si presentano dallo specialista solo per “problemi estetici”, inerenti alla comparsa di piccole dilatazioni venose arborescenti e/o puntiformi alle estremità inferiori, per la possibilità di origine quanto mai varia e la sempre possibile presenza di una insufficienza venosa non diagnosticata. La strategia terapeutica, ed in particolare la scelta dei punti di iniezione, per le considerazioni esposte, assume una importanza fondamentale per il conseguimento di buoni risultati. La buona tecnica e la giusta scelta del farmaco sclerosante, in concentrazione e dose adatta, determinano il successo della terapia.

L’esposizione ai raggi solari con una adeguata crema protettiva può avvenire dopo pochi giorni dal termine del trattamento, una volta risolte le eventuali ecchimosi (lividi). Le calze elastiche non sono sempre necessarie, dovranno essere prescritte a seconda della patologia venosa concomitante. Buoni risultati si ottengono in circa il 90% dei casi, se vengono seguite le regole necessarie e se vi è la collaborazione attiva del paziente, che deve essere consapevole che la terapia è spesso lunga ed i risultati definitivi si ottengono solo dopo alcune settimane o, in certi casi, mesi dall’inizio della terapia. La terapia dei capillari degli arti inferiori può non essere definitiva perché esiste una “predisposizione” naturale alla loro comparsa, di solito vengono eliminati in modo permanente con la scleroterapia, ma possono apparire di nuovo nel tempo soprattutto in zone diverse da quelle trattate. Controlli annuali e poche sedute di scleroterapia dopo il trattamento iniziale permettono quindi di mantenere le gambe sempre in forma e con un buon aspetto.

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